giovedì, 21 dicembre 2006

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recensione di Arianna Ceraolo pubblicata il 20.12.06 su: http://www.periferiesulring.net/index.php

Quello di “Partita a Pugni”, dei romani D’Aguanno e Montesi, è uno di quei rari casi di libri cosiddetti “multisensoriali”. L’odore della carta patinata, si scontra con il ruvido della sua corposità e l’occhio che guarda le fotografie proposte in ogni pagina si amalgama perfettamente con i versi poetici o tremendamente prosaici che accompagnano ogni immagine.

“Quattro ore al giorno di allenamento e tutta una vita, poi, con un naso da cubista. In cambio neanche un soldo. “ In cambio, torni a casa che hai dimostrato qualcosa a qualcuno, e a te stesso” Dimostrato cosa? “Che sei qualcuno, e te stesso”. Uno a zero. Questa citazione di Alessandro Baricco, scovata dal giornalista Claudio D’Aguanno, co-autore del volume, è solo una delle decine che accompagnano le foto di Stefano Montesi. Questa nello specifico ritrae ragazzi in palestra. Nella pagina a fronte un maestro guarda con attenzione il proprio allievo, giudicandolo e guidandolo con lo sguardo. Chi ama questo sport, chi lo ama veramente, talmente tanto da averci passato un’intera vita insieme, tanto da togliere tempo ai propri cari per  poi dire “Basta!” e  ricascarci successivamente con “tutte le scarpe”, non può  fare a meno di chiudere gli occhi e immaginare  i mille odori e le mille sensazioni della palestra.

I sorrisi, i pianti, le ferite e il sangue, la fatica e le urla “dipinte” in questo libro e accompagnate dalla poesia e dalle citazioni ( da leggere obbligatoriamente a voce alta) fanno di “Partita a Pugni” qualcosa di più di un libro. E’ un viaggio, un abbraccio, una lacrima e un sorriso dedicato alla “nostra” boxe. E’ un rifugio quando, a bordoring, ci capita di vedere qualcuno che non si rialza per interminabili minuti e ci fa dire “perché? Perché amo tanto tutto questo?”. Aprendo queste pagine ritroviamo la serenità e le risposte a queste domande. Ritroviamo l’amore perso e recuperiamo le certezze. Ma non solo…sfogliando le pagine con gli amici della palestra, i pugili e gli appassionati romani ritroveranno loro stessi, i loro maestri, le mura amiche della loro palestra.

Le ultime pagine del libro propongono, poi, una commovente conclusione che anche i neofiti e gli scettici non potranno che apprezzare: lunghe chiacchierate con i protagonisti della boxe “ che fu” e che potrebbe ancora essere. Alfredo Ricchetti, il sor Alfredo, il “maestro” del rione Monti che ha passato la vita “ per quasi un secolo tra un secchio un asciugamano ed un gong”, Tiberio Mitri raccontato dalla calda voce di Mimmo Proietti ed infine le storie dei “pugni sulla metropoli” dipinte dai vividi ricordi del giornalista Giuliano Prasca.

Il consiglio che vi diamo, per chiudere questa recensione, è di leggere questo libro come fanno i bambini accompagnati dalla voce dei genitori. Ascoltano e guardano le figure. Leggete ad alta voce le citazioni abilmente scovate nei secoli, guardate contemporaneamente le foto proposte o quelle che la vostra mente e i vostri ricordi vi portano a guardare, poi chiudete gli occhi e immaginate i vicoli di Roma, le scale buie che portano alle palestre, la canfora e il sudore, la vasellina, il sangue, gli sputi, le urla dei maestri, le sonore risate e i sorrisi smaglianti dei ragazzi ancora acerbi. 

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lunedì, 18 dicembre 2006

Pubblicato su Liberazione -ed romana- di sabato 16 dicembre

TeamBoxeRmXI“IL NOSTRO NO ALLE LAME SI CHIAMA BOXE”

 

L’indirizzo della Team Boxe Roma XI in viale Pico della Mirandola, zona sud est della città, è un capannone, inutilizzato fino a un paio d’anni fa, attrezzato ora a palestra di pugilato. La serata è zuppa d’umidità ma non scoraggia il traffico di gente sulla porta. Dentro ci sono solo posti in piedi quando la voce di Italo Mattioli, carica di emozione, vibra nel microfono. Le sue parole salgono intense dal posto riservato allo speaker, dietro il quadrato disegnato dalle sedici corde, nel punto più vicino all’angolo rosso. Alle pareti manifesti d’un’altra epoca assieme a ritagli di giornali un po’ ingialliti, parlano di matches e sfide, di quando Malè incrociò Marconi o di come il garbatellaro Alvaro Nuvoloni, detto Chivecchia, si battè per il titolo europeo a Barcellona contro il fortissimo Luis Romero. In sala un pubblico vario, fatto di appassionati e tifosi boxeur accanto a ragazzi dei centri sociali, segue in silenzio le frasi che parlano di Renato Biagetti e della sua vita stroncata a Focene. “Ci tenevamo molto –mi fa l’insegnante Gigi Ascani- a ricordarlo con una iniziativa nostra. Renato era un ragazzo di qui, laureato in ingegneria, amante della musica e dello sport. Era reduce da una festa sulla spiaggia quando ha trovato sulla sua strada due balordi che l’hanno provocato e poi aggredito a coltellate. Questa riunione è anche un modo nostro, da pugili, per dire no all’infamia delle lame e di chi le fa circolare tra curve di stadio o borgate di periferia.” La sensibilità dello staff sportivo della Team Boxe Roma XI è confortata da tutti i presenti, dalla presenza di esponenti istituzionali come Andrea Catarci, presidente del Municipio, e Massimilano Smeriglio, dagli applausi di vecchie glorie del pugilato come Aldo Bentini, Iannilli e Onori.

E al gong sono subito rounds di qualità quelli che scorrono sul ring. La boxe di Zampini regola l’abruzzese Petragallo mentre, tra i superwelter, Loreti batte Pelati, Di Francesco e Mucci fanno pari e il gancio di La Face ha la meglio sul promettente Ciatteo. Di sfida “dei tre mari” parla l’annunciatore alquanto fomentato quando entra il cubano Delgado Jimenez seguito dal pescarese Sciarretta. Le lunghe leve del caraibico fanno punti e un suo destro alla seconda ripresa s’impone senza discussioni. Molto contrastato invece il pari tra il piuma Biagiotti, beniamino di casa, e il tosto marchigiano Perugini. Il ragazzo di Mattioli meritava infatti ben altra considerazione da parte dei giudici. Ai pugni pesanti degli over 91, Massimiliano Cogliano e Xulas Dicu, il compito di chiudere la riunione. Vince il gigante in canotta rossa tra i consensi generali per una serata da non dimenticare. “Non poteva esserci modo migliore per ricordare mio fratello –sottolinea Dario capitano degli All Reds di rugby- e non posso che ringraziare Gigi e Italo per questa cosa. Iniziative come la loro spingono ad andare avanti e sono situazioni come questa che mi fanno credere che un altro sport, un altro modo di vivere insieme la socialità, è possibile.”

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venerdì, 15 dicembre 2006

AliNdiaye

 

 

 

 

un match di Mouhamed Ali Ndiaye (dal libro Partita a Pugni)

dal sito http://www.mondoboxe.com/      -    Oggi è apparso un articolo sul noto giornale E-Polis riguardante la "Notte delle Tre Corone", la riunione organizzata da Davide Buccioni. L'articolo porta la firma di Claudio D'Aguanno, noto giornalista e autore insieme a Stefano Montesi del libro "Partita a Pugni", edito da DeriveApprodi. Lo riportiamo per intero in accordo con l'autore.

ECCO LA NOTTE DELLE TRE CORONE CON BUCETTO E IL TIFO DI SAN BASILIO

Sarà notte di match veri, di pugni a caccia di flash e titoli, quella in programma questa sera al Tendastrisce di via Perlasca, zona est della città, proprio là dove la Collatina chiude ad arco un ring d’asfalto disegnato tra la Prenestina e viale Palmiro Togliatti. Sarà, come recita il cartellone ricco di nomi in grassetto e motivi araldici, la “Notte delle Tre Corone”. Così l'ha battezzata Davide Buccioni, giovane promoter romano cui non difettano fantasia, determinazione, voglia di fare e competenza pugilistica. Il leit-motiv scelto e azzeccato per questa riunione di spicco nel weekend romano parla infatti di tre cinture in palio tra i fighter della colonia BBT e un nutrito gruppo di sfidanti provenienti da mezzo mondo. Un titolo d'onore sarà conteso tra dilettanti romani e pari peso iberici: quattro incontri per quattro rounds ciascuno a sottolineare l’attenzione con cui Buccioni segue e incita l’ambiente delle palestre dei puri.

Una cintura di prestigio internazionale, targata IBF, se la disputeranno invece i supermedi Mouhamed Ali Ndiaye, tosco-senegalese residente a due passi da Pisa, e Mustapha Ilir, kosovaro di casa a Firenze. Ilir è originario di Pristina, vanta un record di 35 incontri con 22 vittorie di cui 14 prima del limite, e ha incrociato i guanti con gente del calibro di Davide Ciarlante o del tedesco Danilo Haussler. Tutta sospesa tra grandi attese e ottime premesse la carriera di Ali Ndiaye, senegalese nato a Pikine, battezzato all’anagrafe dal campione di Louisville “the Greatest” di passaggio a Dakar nell’autunno di 27 anni fa, cresciuto bene alla Guido Mazzinghi di Pontedera. “Per lui è il decimo incontro –sottolinea il suo avvocato manager- finora non ne ha sbagliato uno e l’ultimo, a novembre contro Sergey Demchenko, è stato un capolavoro di intensità e forza agonistica”.

Esauriti i preliminari e col parterre pieno di personalità –ci saranno tra gli altri Giorgio Pasotti, Claudio Amendola e la Cisco Lodigiani Calcio al completo- i fari del match clou si accenderanno tutti per la sfida tricolore, titolo italiano dei welter in palio, tra il torinese Cristian De Martinis e il romano Daniele Petrucci. Daniele detto Bucetto attuale campione in carica, è pugile di spessore e carattere, cresciuto a San Basilio sotto le cure di Carlo Maggi e Sergio Calì, e vanta un curriculum da en plein, 15 vittorie su 15, con sette botti da ko, l’ultimo a Pomezia contro il russo Vassilev. “La volta che l’ho visto in azione –ricordava in conferenza stampa Riccardo Viola presidente Coni provinciale- m’ha fatto impressione. Al campo Pionieri di San Basilio, intorno al quadrato montato sulla polvere, c’era tutto il quartiere a sostenerlo. E sono sicuro che da Pietralata e da tutta la Tiburtina accorreranno in massa per incitarlo con i loro cori da stadio”.

A chiudere in bellezza la serata anche altri boxeur tra i migliori della piazza capitolina. Nel sottoclou a cinque stelle brillano infatti i nomi di Emanuele Della Rosa detto Ruspa, degli audaciani Vittorio Oi e Alessandro Filippo, del più giovane prof d’Italia Alessandro Cardarello e di Simone Chico Califano, ultimo acquisto del club Buccioni, già carico a mille e già pronto a scommettersi la borsa: “Sarà una grande serata. Per Daniele, per tutti i ragazzi, per me, e tutto il Tufello che verrà a vedermi”.

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martedì, 12 dicembre 2006

locandina_tcLa Notte delle Tre Corone. Così l'ha presentata Davide Buccioni nella conferenza stampa targata BBT. Tre Corone come i tre titoli messi in palio e che vedranno sul ring alcuni dei migliori dilettanti romani assieme a professionisti di valore come Daniele Bucetto Petrucci e Mouhamed Ali Ndiaye.

Tra le note della conferenza, mentre sullo schermo scorrevano immagini di combattimenti recenti disputati sulla piazza romana da Petrucci e Ali Ndiaye, una citazione di merito Davide Buccioni l’ha voluta riservare al libro Partita a Pugni. “Un libro pieno di foto, di racconti, di emozioni in bianconero, di flash dedicati a tanti ragazzi e campioni che ho conosciuto e incontrato. Un libro che per me è vita. Lo consiglio a tutti.”

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categoria:boxe, riunioni, partita a pugni
domenica, 10 dicembre 2006

Un blog dedicato al pugilato e in generale allo sport di periferia. Questa l'intenzione che sta dietro il titolo. Il gong d'inizio comunque è tutto per segnalare l'uscita d'un libro, edito da Deriveapprodi, dal titolo Partita a Pugni. E' un libro di immagini e parole. Un libro di foto scattate per riunioni di borgata e palestre romane da Stefano Montesi, vero artista del bianconero, sempre presente a bordoring con la sua fida Leica a telemetro.  Di mio, al libro, ho aggiunto qualche testo e spero che la combinazione sia apprezzata da chi avrà la sorpresa e il piacere di ritrovarselo tra le mani. Quelle che seguono sono alcune righe riprese dalla presentazione.

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dalla copertina
Lontano delle luci della ribalta, ma bene in vista quando se ne offre l'occasione d'un richiamo da cronaca nera, il pugilato è spesso sport sommerso. Sport popolare per eccellenza, scarso di mezzi e finanziamenti, ad animarlo sono personaggi particolari, tenaci o disincantati, tosti ma mai disperati: vecchi maestri e allenatori ruzzicosi, incalliti aficionados, mancate soubrettes, arbitri impostati e gente di periferia, acerbi o improbabili campioni.
E basta varcare la soglia di una palestra di pugilato, per immergersi negli umori di uno sport come questo, olimpico per elezione, che da tempo ha però scazzottato ogni ispirazione decoubertiana. Nessuno sale sul ring "per partecipare", e disciplina o sudore, abnegazione e sacrifici, ore ore passate in guanti a scansare l'onda del sacco, hanno poco del piacere disimpegnato o dell'intervallo da fitness.
Partita a pugni è dunque un viaggio tra le ostinate ragioni di chi continua ad amare questo sport e a riporre in esso il sogno e la sfida. Di chi continua a inseguirlo come mestiere e fuggire la maledizione d'un lavoro, dandoci dentro di destro e sinistro, tra fotogrammi di film in bianconero o magari qualche nota musicale lasciata in eredità dagli anni sessanta. A commento delle foto di Stefano Montesi, corre una didascalia letteraria dedicata alla boxe, scovata tra le pieghe di una vastissima produzione che va dal Leopardi al Pasolini meno noto ma che gioca d'incontro con citazioni d'Ariosto e Boccaccio, Belli e Porta, Gadda o Bianciardi...

 

gli autori
Claudio D'Aguanno è nato a Roma nel gennaio del 1953, a metà strada tra il Tevere e la Garbatella dove abita da 40 e passa primavere. Come giornalista vanta precedenti su testate tipo "Paese Sera", "il Manifesto", "l'Unità", "Accattone", dove si è occupato di boxe, calcio di periferia e ciclismo dei tempi andati.
Stefano Montesi è nato e vive a Roma. Fotografo dal 1978 si occupa prevalentemente di fotografia sociale. Lavora per varie testate e periodici. È il fotografo della Caritas diocesana di Roma.


Claudio D'Aguanno, Stefano Montesi
Partita a pugni
Indagine per parole, immagini e smash nel pugilato italiano
pagg. 144 € 19
ISBN 88-89969-15-6

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